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Piegarsi vuol dire mentire

Mi capitò un libro tra le mani. Trattava di taoismo e di arti marziali, mia antica passione. Mi colpì subito una metafora: bisogna essere come la canna di bambù, che si piega al vento senza mai spezzarsi. Poche pagine dopo vi era un'altra metafora: l'uomo che vuole essere quercia vedrà i suoi rami spezzarsi sotto il peso della neve che cade; l'uomo che saprà essere salice piegherà i suoi rami fino a far cadere la neve in terra.

Entrambe le metafore, in pratica, riprendevano l'antico adagio "meglio piegarsi che spezzarsi". Quel giorno, leggendo quel libro, promisi a me stesso e al mondo che avrei preso la strada opposta, in direzione ostinata e contraria. Mi sarei spezzato, ma non mi sarei piegato. Di fronte al padrone, di fronte alla società, di fronte agli usi e costumi del mio tempo, di fronte alle mode del momento. 
"Meglio spezzarsi che piegarsi", mi ripeto da quel giorno.

Anni dopo, assecondando il più antico dei miei vizi, ovvero la Poesia, mi imbattei in un libro di un tale. Erich Mühsam, questo era il suo nome. Poeta tedesco, secondo le antologie. Poeta libero, mi parve immediatamente. Lessi i versi di una sua poesia, Il Prigioniero. Quei versi, ancora oggi, mi danno ragione:

"Non ho imparato per tutta la mia vita
a piegarmi ad una costrizione estranea.
Adesso mi hanno incarcerato
allontanato da moglie e opera.
Ma anche se mi ammazzano:
Piegarsi vuol dire mentire!"

(E. Mühsam)

Sul Vuoto

Il Vuoto. 

L'errore più comune è pensare solo a come riempirlo, invece di accettarlo per quello che è: Negazione. L'Essere umano è spaventato dai NO, vuole comode certezze, affermazioni sicure, cose tangibili. 

Il Vuoto non è tangibile, per le masse beote e pecorili. Esse non riescono a toccarlo, ad assaporarlo, a sentirlo. Per questo ne sono spaventate, anzi terrorizzate. Vivono con lo scopo primario di riempire il vuoto delle loro esistenze perché non sono in grado di gestirlo. 

E come lo riempiono? Come colma il proprio vuoto il popolo bue? Incapace di creare una esistenza da una Negazione, si limita a negare una esistenza in nome di una presunta morale o, peggio ancora, fa appello a fantomatiche tradizioni. Non avendo idee e valori nuovi, una umanità nova per cui combattere, riesce soltanto ad avere qualcosa contro cui imbracciare le sue spuntate, vetuste e anacronistiche armi. 

Tutto questo ha un solo risvolto positivo: la lotta, il Conflitto. In assenza di ciò, non esisterebbe Vita. 

"Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare." 
(Chuck Palahniuk, Soffocare)

Onda

 In ogni lotta, sociale, politica o culturale, è necessaria l'armoniosa fusione di gentilezza e fermezza.

A volte prevale la prima, a volte la seconda, in una successione dinamica simile a un'onda.


Sia tu un onda.

Sia tu quell'onda.

Non temere gli scogli.

Anzi, fai in modo che siano gli scogli a temere te.


Mushin

Quando il guerriero è davanti al suo avversario, non deve pensare all'avversario, né a se stesso, né ai movimenti del corpo del suo nemico. Deve solo combattere trascurando ogni tecnica rigida, pronto unicamente a seguire i dettami del subconscio. Quando colpisce, non è l'uomo, ma il pugno del subconscio dell'uomo, che colpisce.

La sua mente deve immergersi nel vuoto: solo così potrà comandare il corpo. Questo vuoto mentale non è una mente vuota, priva di emozioni, né semplice quiete. È una mente distaccata, "non attaccata". Come uno specchio, non si attacca a nulla e non rifiuta nulla; sa ricevere, ma non trattiene.