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La mente seguirà

Tutti hanno demoni e qualche tipo di debolezza. Io, tu, chiunque stia leggendo.

Siamo educati ad "accettare" la nostra debolezza, ma come? Accettalo come parte di te stesso, perfetto così come sei, hai solo bisogno di essere amato.

Cazzo no.

Dire "accetta te stesso" significa ammettere che odi qualcosa di te stesso. Significa che c'è qualcosa di sbagliato che non sei in grado di accettare.

Se vuoi veramente amare te stesso, migliora. Trova la volontà di superare ciò che odi con un po' di disciplina, inizia dalle piccole cose quotidiane.

C'è solo una vita e la stai spendendo fidandoti di slogan solo per sentirti un po' meglio e cercando di dimenticare quanto ti odi.

La debolezza e la paura sono essenziali: accettale, ma per vincerle, dominarle. Finché non cercherai di accettare ciò che odi, la paura ti dominerà, e tu non sarai altro che un debole, il peggior tipo di debole, colui che decide volentieri di essere uno. E potresti non essere abbastanza fortunato da avere qualcuno di forte vicino a te.

Eracle che uccide l'Idra, Thor che uccide i giganti, Ülgen che combatte i demoni di Elrik. Sono tutti simboli di forza che trionfa sull'ego e sulla paura, e come ogni atto di forza chiedono un momento di rischio e un'esistenza di allenamento.

Quei miti vivono dentro di te, nella mente e nel sangue, e sono qui per ricordarti che sei più forte e più audace di qualche slogan da social network facile da vendere.

La grande macchina sta cercando di farti sentire al sicuro e ok.
Cerca invece di vivere al di fuori della sicurezza.
Cerca i luoghi del potere, dell'onore e delle leggende.

Inizia con il tuo corpo e la tua mente seguirà.

Leo, Dire Dogs

Uomo Spirituale e Uomo Religioso

L'Uomo Spirituale è consapevole della propria inferiorità e incompiutezza. C'è, sopra di lui e fuori di lui, qualcosa di più potente e di più completo. C'è la Natura, le sue forze, il suo istinto di conservazione, la sua volontà, il suo ordine naturale. L'Uomo Spirituale riconosce che, oltre le ossa e la carne, c'è molto altro: spirito, demone, anima, pensiero, idea, sentimento, emozione, passione.

Non ha bisogno di altari d'oro e marmo: gli basta una pietra, un tronco d'albero, una insenatura.
Non ha bisogno di dogmi: vive la propria spiritualità naturalmente, semplicemente, umanamente.
Non ha bisogno di una gerarchia, di ministri del culto: può essere egli stesso sacerdote del culto.

L'Uomo Religioso, invece, è profondamente diverso. La sua spiritualità è innanzi tutto esteriore. Ha bisogno di formalismi, di codici, di dogmi. La Natura è spodestata dal suo altare: al suo posto viene messo un Dio, che è padrone e creatore della Natura stessa. L'esistente perde la propria divinità e un'altra entità, trascendente, se ne impadronisce. Nulla è più divino, tutto diviene creazione.

Egli ha bisogno di altari, meglio se d'oro e marmo.
Egli ha bisogno di dogmi, di libri sacri, di agiografie, di tribunali in cui uomini interpretano la volontà del Dio.
Egli ha bisogno di una gerarchia, di ministri del culto, di interpreti della volontà divina: lui, da solo, non ne sarebbe capace.

La contemporaneità tende a identificare i due uomini. L'idea che spiritualità e religione siano sinonimi o, addirittura, identici, è uno dei principali inganni della post-modernità. Identificando i due termini si combatte una sola volta, invece che due, il grande nemico dell'unica divinità contemporanea: il Potere, economico in primis, poi politico, sociale e, infine, culturale.

Futuro primitivo

Basta aprire un dizionario.
"Rivoluzione": dal latino tardo revolutio -onis "rivolgimento, ritorno".
L'etimologia ha un valore intrinseco nel definire l'esistente.
La Rivoluzione non è un vaneggiare di magnifiche sorti e progressive di un indefinito futuro. Non è una folle corsa in avanti, verso baratri e abissi. Non è un mero progressismo accelerato all'ennesima potenza.

Rivoluzione significa ritorno.
Rinverdire teorie e pratiche più o meno antiche, ma mai vecchie.
Significa sconfiggere il Male alla radice.
Ritornare a quando la società gerarchica e classista, in cui ancora oggi viviamo, ha preso il via. 
Eravamo cacciatori e raccoglitori. Vivevamo insieme alla Natura, nella Natura.
Poi diventammo sfruttatori: della flora, della fauna, degli altri uomini, della Natura tutta. E così via, per millenni.
Fino ad oggi. 

Il futuro. O sarà primitivo, o non sarà.

"C’è stato un tempo in cui la natura non era un avversario da conquistare, da addomesticare in ciò che è sterile. Ma abbiamo viaggiato ad una velocità accelerata, sollevando raffiche di progresso alle nostre spalle, verso un maggior disincanto, la cui impoverita totalità mette adesso in pericolo sia la vita che la salute."

(John Zerzan)

Discendenza

Vedo molte persone così ossessionate dalla loro linea di sangue da pensare di essere qualcuno solo per eredità. Disgusto assoluto.

Dall'altro lato vedo persone che celebrano culture che non conoscono affatto, solo per via dell'intrattenimento e delle serie tv.

È giusto e onorevole trarre ispirazione dal passato, rispettare e onorare le nostre culture e il nostro patrimonio, essere ispirati e orgogliosi di ciò che siamo, perché i nostri antenati vivono nel nostro sangue.

Ma i nostri antenati vivono anche di quello che facciamo. Soprattutto di quello che facciamo. Se fai il coglione su come fottutamente cazzuti erano i tuoi antenati celtici, e lo fai condividendo meme da pagine di estrema destra che si masturbano sui tuoi libri di storia e sul DNA, è così che mantieni in vita le leggende dei tuoi antenati:

- senza azione, cercando di rubare la loro stessa gloria per glorificarti senza una fottuta singola azione, come un parassita, succhiando le loro anime, usando la loro azione per giustificare la tua frustrazione e il tuo ego. Sei debole. Sei senza onore e preferirei essere dimenticato piuttosto che vedere le mie azioni usate da persone come te -

Ho fatto il test del DNA e sono molto interessato all'ascendenza, alla genetica e alla roba, ma come tutto, abbiamo bisogno di autocontrollo. Ho scoperto un sacco di cose incredibili su di me e sulla mia famiglia, ma non permetterò mai a me stesso di essere influenzato dai test del patrimonio nel mio percorso spirituale e marziale.

Ho sangue romano?
Ovviamente. Ma onestamente Roma non è esattamente un grande interesse per me.
Ho ascendenza tra i popoli germanici e slavi che hanno conquistato questa terra? Sì e mi sento davvero ispirato dalla loro potenza anche se non sono culturalmente slavo o tedesco. Siberiano / asiatico centrale? Probabilmente una piccola quantità. Sembra pazzesco eh? Qualcosa che ho sentito da quando ero bambino. Ed è una delle cose più stimolanti per me.
Azteco? Cazzo no. Ma nonostante ciò, amo la cultura messicana.

Problemi con quello? Vi aspetto intorno al fuoco stronzi.

Sono culturalmente ed etnicamente italiano, ma lascia che te lo dica: metti una goccia di rosso in un bicchiere di latte e guarda cosa succede.
Non essere il parassita che succhia il sangue dalle vecchie leggende. 
Sii l'eroe di una nuova saga.


Respiro divino

La natura ci da tutto ciò che ci serve.

Inclusa la sensazione di curiosità che ci permette di trascendere i limiti umani e avventurarci al di là della sicurezza e della moderazione.

La natura è il respiro divino che accende in noi la fiamma di quella furia combattiva che deve e vuole trovare la ragione dell'esistenza.

Essa non ci impone libri o un dogma, ma ispira soltanto una feroce necessità di sfidarla, consci di quei ricordi ancestrali di sopravvivenza e lotta.

La sfida del Dolore

Il dolore è una sfida per chiunque ha realizzato che la soluzione ai problemi personali non è la vittimizzazione ma la ferrea disciplina e severità.

Queste due cose sono l'unica vera chiave verso la libertà, un concetto che chi ha il coraggio di inseguire , scoprirà presto non essere fatto di spensieratezza e piacere.

Se non fosse così, la virtù stessa non avrebbe senso di esistere, in quanto la tanto mitizzata libertà non richiederebbe il minimo sforzo.

Il pensiero del fuorilegge è un pensiero pericoloso , dopotutto.
Qualsiasi membro , supporter o simpatizzante non può pensare in mezzi termini o fornire spiegazioni a chi è pronto a volersi assicurare di avere a che fare con qualcuno dal pensiero socialmente o politicamente corretto. 
In caso contrario ha già fallito anche solo a mantenere una finta maschera di durezza generata dalla propria pochezza di spirito.

Ficcatelo nella cazzo di testa : qualsiasi sub cultura , movimento , religione, culto, partito o idea incentivata dai più e dall'alto non è e non sarà mai né ribelle o rivoluzionaria. È un prodotto che vi piace e che quindi vende. 
Fanculo ai paladini della morale condivisa.


La sacra lussuria per la vita

Cosa può rimanere di un mondo dove la società deride o demonizza l'onore e la prodezza, cercando di piegare tutto ad una visione politica e priva di spirito, per poi stupirsi di incontrare persone prive di coraggio, onestà e spina dorsale?

C'è un modo soltanto di vivere questa veloce e crudele esistenza: celebrare la sacra lussuria per questa vita, per ciò che ti brucia l'anima e ti forgia lo spirito.

Duplice fallimento

Poteva essere la prova d'appello per l'Umanità. Finalmente si poteva affrontare un problema globale ragionando come specie e non come semplice somma di stati nazionali. Purtroppo bisogna constatare che anche questa prova è stata miseramente fallita.
La pandemia che ha sconvolto il pianeta negli ultimi mesi aveva fatto sperare che, finalmente, gli esseri umani cominciassero a pensare e a pensarsi come comunità, come "terrestri". Invece no: dopo i primi tempi di vuota e menzognera solidarietà umana, si è passati subito allo scontro, alla ripicca, alla polemica di piccolo cabotaggio. L'umanità ha ripreso a ragionare secondo bandiere, steccati, confini: secondo le logiche giacobine degli stati nazionali. Statunitensi contro cinesi, ma anche italiani del nord contro quelli del sud e viceversa. Ognuno ha pensato ai fatti suoi: la Germania, la Svezia, l'Inghilterra.

Il nazionalismo, che è l'ennesimo prodotto dello stato nazionale, nonostante da decenni filosofi e storici vogliano far credere che il nazionalismo preceda la nascita degli stati, ha mostrato la propria totale incapacità di affrontare l'esistente. Trincerati dietro tricolori massonici e bandiere più o meno trendy, gli esseri umani si sono divisi su tutto e non sono stati capaci di affrontare questo maledetto virus contrapponendogli una risposta globale, transnazionale, planetaria.

Cosa rimane, quindi? Rovine, nient'altro che rovine. L'universalismo giacobino e il nazionalismo vecchio e nuovo - che alcuni chiamano "sovranismo", come se cambiare un nome fosse sufficiente a modificare un'essenza - hanno dimostrato di essere due facce della stessa medaglia, entrambi incapaci di fronte alla pandemia. Il loro duplice fallimento è sotto gli occhi di tutti, vedenti o meno.
Tra le rovine, forse, l'unica fiaccola ancora accesa è rappresentata dall'idea che piccole comunità tra loro omogenee innanzi tutto per motivi ideali ("Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta", J. Evola) possano sottrarsi al giogo universalismo/nazionalismo e reagire alla decadenza moderna. Una volta le chiamavamo tribù, clan, persino popoli, prima che questa parola assumesse, col secolo dei Lumi, un significato del tutto opposto a quello reale.
In che modo questi piccoli gruppi coesi di uomini possono farcela? Ritirandosi jungerianamente nel bosco, oppure combattendo l'esistente negandogli ogni vacua possibilità di riforma.

Le tre identità

Ogni Vir* diventa tale quando prende coscienza della propria identità, quando si afferma come individuo e non più come genere, quando comincia a vivere e a comprendere la socialità e l'asocialità, la comunità e l'individualismo.
Non tutti i Vir prendono coscienza della propria identità alla medesima maniera. C'è chi lo fa per empatia, chi per agonismo, chi per antagonismo.
Vediamo:

Identità empatica: è tipica degli uomini che delineano la propria identità cercando di assomigliare ad un modello precostituito, indipendentemente dal fatto che tale modello sia reale o immaginario; il modello cui si ispirano è certamente mitizzato; in genere, gli uomini che scoprono la propria identità per via empatica preferiscono modelli positivi e molto amati dalla maggioranza delle persone; per questo motivo, l'identità empatica ha bisogno di piacere agli altri per piacere a se stessa.

Identità agonistica: è tipica degli uomini che delineano la propria identità cercando di non assomigliare per nulla o quasi a un modello precostituito, ma sviluppandone uno originale o comunque minoritario; di fronte ai modelli che vanno per la maggiore, l'Agonista entra in competizione al fine di superarlo, smascherandone i vizi che vengono spacciati per virtù, le debolezze che vengono decantate come punti di forza; l'Agonista, quindi, necessita di un avversario contro cui scagliarsi per definire la propria identità; se l'Empatico "riconosce il simile per il simile", l'Agonista riconosce "il simile per il dissimile"; per questo motivo, tende a disprezzare la maggioranza e ad amare i piccoli gruppi, le nicchie, le tribù.

Identità antagonistica: è tipica degli uomini che delineano la propria identità odiando tutti i modelli precostituiti, siano essi maggioritari o minoritari; l'Antagonista non vuole compiacere nessuno né vede avversari con cui competere, ma solo nemici da combattere e da sconfiggere; disprezza la maggioranza, anche se finge di appartenervi; non crede nelle minoranze, nelle avanguardie, nelle tribù; vede nemici ovunque e crede che tutto il mondo viva contro di lui; tende, per questo motivo, alla solitudine (che vive in maniera talvolta aristocratica e/o ironica, similmente a quanto faccia l'Agonista) e all'egoismo (a differenza dell'Agonista), al dispotismo e all'anarchismo asociale.

Ogni essere umano, durante la propria esistenza, percorre almeno uno dei tre sentieri sopra descritti. Alcuni riescono persino a camminare su tutti e tre, in fasi diverse della loro vita. Vi sarà comunque sempre una parte predominante, che delineerà l'identità del Vir e la memoria che di lui si avrà negli anni e nei secoli a venire.


*Vir, termine latino che significa Uomo; da non confondersi con Homo, termine tradotto alla stessa maniera nonostante abbia un significato profondamente diverso (cfr. QUI)

Dedicazione

Solitudine.

A volte è una scelta e una necessità, sul proprio cammino personale. A volte no.

E' una condizione così particolare e marcata da essere trasformata in un mero prodotto edonistico e prettamente commerciale. .
Ogni singola persona priva di una relazione stabile che non vede l'ora di dirmi come se la spassa, mi ha sempre , e ripeto sempre , narrato della sua condizione in termini di libertà sessuale assoluta e di vantaggio monetario.

Nulla di più vero , in quanto i vantaggi di cui si parla, sono soldi risparmiati, vacanze in giro sballandosi e scopando senza sensi di colpa, spacciando il tutto con la bella pulita di culo "la vita è una".

La tremenda paura e insicurezza che deriva da queste affermazioni è disarmante. .
I nobili motivi della solitudine, come la dedizione all'io interiore in funzione di qualcosa che va ben al di là del becero orgoglio single da gambe aperte e assegni a tre zeri, sono estremamente rari.

Se nella vostra vita scegliete di essere soli in nome dei weekend dedicati ai vostri vizi che necessitano il vostro portafoglio prosciugato e la vostra mente fottuta per poi dare dei "bigotti" a chi ha costruito qualcosa in cui crede, avete un problema serio, oltre ad una paura fottuta di farvi crescere i coglioni.

Tribalismo è unione.

Fonte: Leonardo, Dire Dogs

Il lupo e la dignità

L'inverno sembrava non avere una fine, e il branco moriva di fame. Il capobranco, il più vecchio di tutti, procedeva in testa e rassicurava i giovani, dicendogli che presto sarebbe arrivata la primavera. Ma, a un certo punto, un giovane lupo decise di fermarsi. Disse che ne aveva abbastanza del freddo e della fame e che sarebbe andato a stare con gli uomini. Perché la cosa importante era di restare vivo. Così, il giovane, si fece catturare e col passare del tempo, dimenticò di essere mai stato un lupo. Un giorno, di molti anni dopo, mentre accompagnava il suo padrone a caccia, lui corse servile a raccogliere la preda. Ma, si rese conto che la preda era il vecchio capobranco. Divenne muto per la vergogna, ma il vecchio lupo parlò e gli disse così: "io muoio felice perché ho vissuto la mia vita da lupo, tu invece, non appartieni più al mondo dei lupi e non appartieni al mondo degli uomini". La fame viene e scompare, ma la dignità, una volta persa, non torna mai più. 

La Modernità inquina


Taranto, the first city founded by the Spartans outside Greece, has a percentage of childhood cancers 30% higher than the national average. One child in three, more.

In some areas of China, pollution has reached such levels that, to see the sun set, the government has installed huge screens on which to watch the red sun go down on the horizon.

In the vast Russia, less than half of the population has free access to drinking water. The remainder uses water from groundwater, the fourth most polluted in the world.

In Australia only 11.5% of the territory is subjected to some form of environmental protection (in Italy we are at 12%). This means that everything else is a land of conquest for real estate speculators and big farmers.

Indonesia, in less than fifty years, has reduced its forests by 40%.

China, which is often taken as a model for productivity, competitiveness, ability to stay on the market, is the country in the world with the most polluted waters. According to the World Health Organization, about 100,000 people every year, almost 300 a day, die from water pollution. A war takes fewer victims.

The United States, the "masters of the world", the political-cultural reference of more than two thirds of the planet, is the first country in the world for the use of chemical fertilizers and CO2 emissions, the second for water pollution and third for volumes of fishing.

Plastic pollution, that is the presence of plastic in the oceans, has an annual volume of 8 million tons. To bring this plastic in the oceans are mainly ten rivers: two in Africa (Nile and Niger) and the other eight in Asia (Blue River, Yellow River, Hai River, Pearl River, Mekong, Amur, Ganges and Indo). It should be remembered that plastic does not remain in the oceans but falls within the food chain, intoxicating our foods and, therefore, our bodies.

Do you know what produced this? Do you know what is condemning our planet and every single inhabitant to a qualitatively increasingly sick, polluted, risky life? Do you know what is pushing us, in the name of profit, towards an abyss from which there is no return?
The Progress. The Modernity.

__________

Taranto, la prima città fondata dagli spartani fuori dalla Grecia, ha una percentuale di tumori infantili superiore del 30% alla media nazionale. Un bambino su tre, in più.

In alcune zone della Cina l'inquinamento ha raggiunto tali livelli che, per vedere il Sole tramontare, il governo ha installato enormi teleschermi sui quali osservare il sole rosse scendere all'orizzonte.

Nella sterminata Russia, meno della metà della popolazione ha libero accesso all'acqua potabile. La restante parte utilizza l'acqua delle falde acquifere, le quarte più inquinate al mondo.

In Australia solo l’11,5% del territorio è sottoposto a qualche forma di tutela ambientale (in Italia siamo al 12%). Ciò significa che tutto il resto è terra di conquista per speculatori immobiliari e grandi imprenditori agricoli.

L'Indonesia, in meno di cinquant'anni, ha ridotto le proprie foreste del 40%.

La Cina, che spesso viene presa a modello per produttività, competitività, capacità di stare sul Mercato, è il paese al mondo con le acque più inquinate. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità ogni anno circa 100.000 persone, quasi 300 al giorno, muoiono a causa dell’inquinamento idrico. Una guerra miete meno vittime.

Gli Stati Uniti, i "padroni del mondo", il riferimento politico-culturale di oltre due terzi del pianeta, sono il primo paese al mondo per l’utilizzo di fertilizzanti chimici e per emissioni di CO2, il secondo per inquinamento delle acque e il terzo per volumi di pescato.

L'inquinamento plastico, ossia la presenza di plastica negli oceani, ha un volume annuale di 8 milioni di tonnellate. A portare questa plastica negli oceani sono soprattutto dieci fiumi: due in Africa (Nilo e Niger) e gli altri otto in Asia (Fiume Azzurro, Fiume Giallo, Fiume Hai, Fiume delle Perle, Mekong, Amur, Gange and Indo). Va ricordato che la plastica non rimane negli oceani ma rientra nella catena alimentare, intossicando i nostri cibi e, quindi, i nostri corpi.

Sapete cosa ha prodotto tutto ciò? Sapete cosa sta condannando il nostro pianeta e ogni singolo abitante ad una vita qualitativamente sempre più malata, inquinata, rischiosa? Sapete cosa ci sta spingendo, in nome del Profitto, verso un baratro da cui non c'è ritorno?
Il Progresso. La Modernità.


Serenità e felicità

Serenity is not difficult to find. Just keep up with the times, live your age with the eyes of the people. Share with the masses the lower instincts, the plebeian interests, the fashionable passions. It is enough to believe in the truths offered, to be interested in gossip, to always have something to say without going deep. To be calm, it is enough to avoid fighting, accepting what arrives, perhaps thanking a master or a god who bestows his alms.

Happiness, on the other hand, is very difficult to find. Because it is rare and is detached from the times. Because it is so intense that it can last only a few moments. Happiness is a flame that does not burn in the hearts of the mass, does not feed on interests or fashions. It is not found in the professed truths, but in the unspoken truths. It is disinterested in profits and trends. Happiness dwells in the struggle, in the effort that precedes the fight and in the pain one feels when fighting. And it does not need victories, because it also live in defeats. Happiness needs only Honor, in victory as in defeat. And of Love, for oneself, for one's own family, for one's own clan.
Happiness is free: it has no masters to serve or deity to honor.

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La serenità non è difficile da trovare. Basta stare al passo coi tempi, vivere la propria epoca con gli occhi della massa. Condividerne gli istinti più bassi, gli interessi plebei, le passioni alla moda. E' sufficiente credere alle verità propinate, interessarsi ai pettegolezzi, avere sempre qualcosa da dire pur senza andare in profondità. Per essere sereni basta evitare di combattere, accettare ciò che arriva, magari ringraziando un padrone o un dio che elargisce la sua elemosina.

La felicità, invece, è difficilissima da trovare. Perché essa è rara ed è avulsa dai tempi. Perché è talmente intensa da poter durare solo pochi istanti. La felicità è un fiamma che non arde nei cuoi della massa, non si nutre di interessi o di mode. Non si trova nelle verità professate, ma in quelle taciute. E' disinteressata ai profitti e alle mode. La felicità alberga nella lotta, nella fatica che precede il combattimento e nel dolore che si prova combattendo. E non ha bisogno di vittorie, perché essa vive anche nelle sconfitte. La felicità ha bisogno solo di Onore, nella vittoria come nella sconfitta. E di Amore, per se stessi, per la propria famiglia, per il proprio clan.
La felicità è libera: non ha padroni da servire né divinità da onorare.

La scelta del Silenzio

Silence must be fought when it is imposed. When someone wants to silence you, stop you from expressing yourself. The Voice is more sacred than Life, because a life without the possibility of expressing itself is already dead. She died inside and starts rotting.
Life can last at most a century, the Voice can go through the millennia.

Silence must be honored when it is a free and autonomous choice. It is a treasure to be guarded, with an aristocratic detachment from the noise of modernity. If nothing is worth our Voice we must have the ability to keep quiet. To avoid being contaminated by the noisy Nothing around us.

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Il Silenzio va combattuto quando è imposto. Quando qualcuno vuole zittirti, farti tacere, impedirti di esprimerti. La Voce è più sacra della Vita, perché una vita senza possibilità di esprimersi è già morta. E' morta dentro e si avvia alla putrefazione.
La Vita può durare al massimo un secolo, la Voce può attraversare millenni.

Il Silenzio va onorato quando è una libera e autonoma scelta. E' un tesoro da custodire, con aristocratico distacco rispetto ai rumori della modernità. Se nulla merita la nostra Voce dobbiamo avere la capacità di tacere. Per evitare di essere contaminati dal chiassoso Nulla che ci circonda.

Il Progresso della misoginia

"Do you want to open the ports? But open your legs ..."
No, it's not a bad joke of spirit made by a group of males looking for easy laughter. To pronounce these unworthy words was one of your politicians. One of your representatives in the civil and democratic institutions of this country. An exponent of a ruling party.
After women who, when they talk about football, make the stomachache, we also have women who, instead of worrying about migrants, think about opening their legs.

And to think that humanity, when it began to be structured in a tribal way, had a sacred respect for women. They were not only daughters, wives and mothers, dedicated to the house and family, but also priestesses. The only ones who could talk with the gods. Also because many deities, in homage to the concept of sacred feminine, were females.
In some communities there were also female warriors, often better than their male counterparts. Do not just think of the mythical Amazon or the Norse Skjaldmær (otherwise known as Shieldmaiden), but also the Japanese Onna-bugeisha, the woman-ninja, the female equivalent of the samurai.

Yesterday they could fight in wars. Today someone turn up their noses if they enter the army.
Yesterday they could talk to the gods. Today they would do well not to talk about football.
And not only in the countries hypocritically defined as "developing", but also in the "civil" countries.
Those who represent, according to them, the Progress of humanity.

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"Vuoi aprire i porti? Ma apri le cosce..."
No, non è una pessima battuta da bar detta da un gruppo di maschi che cercano la risata facile. A pronunciare queste indegne parole è stato uno dei vostri politici. Uno dei vostri rappresentanti nelle istituzioni civili e democratiche di questo Paese. Un esponente di un partito di governo.
Dopo le donne che, quando parlano di calcio, fanno venire il voltastomaco, abbiamo anche le donne che, invece di preoccuparsi dei migranti, pensino ad aprire le cosce.

E pensare che l'umanità, quando cominciò a strutturarsi in maniera tribale, aveva un rispetto sacro per le donne. Non erano solo figlie, mogli e madri, dedite alla casa e alla famiglia, ma anche sacerdotesse. Le uniche che potevano parlare con gli dei. Anche perché molte divinità, in omaggio al concetto di femminino sacro, erano femmine. 
In alcune comunità c'erano anche le donne guerriere, spesso migliori dei loro omologhi maschili. Non si pensi solo alla mitica Amazzone o alla norrena Skjaldmær (altrimenti note con il nome inglese di Shieldmaiden), ma anche alla giapponese Onna-bugeisha, la donna-ninja, l'omologo femminile del samurai.

Ieri potevano combattere nelle guerre. Oggi fanno storcere il naso se entrano nell'esercito.
Ieri potevano parlare con gli dei. Oggi farebbero bene a non parlare di calcio.
E non solo nei paesi definiti ipocritamente "in via di sviluppo", ma anche nei paesi "civili".
Quelli che rappresentano, a loro dire, il Progresso dell'umanità.


Involuzione

Le donne non devono parlare di questo. O di quello. O di quest'altro.
Se lo fanno, mi viene il voltastomaco. Se lo fanno, sono meno affascinanti. Meno femmine. Cominciano ad assomigliare ai maschi, tutto rutti e fuorigioco. Meglio che stiano a fare il sugo o a parlare di cosmetica, di moda, di borse e scarpe.

Il bambino negro viene messo nell'angolo. Guardate, bambini bianchi, guardate quanto è brutto. No, non è razzismo. E' un esperimento sociale. Oggi si dice così. E' la dimostrazione di quanto l'odio impuro, derivato dell'ignoranza più becera e infame, abbia permeato le nostre vite. Le nostre relazioni interpersonali. Le nostre concezioni. 

L'involuzione. Kali yuga. Decadenza.
Come è possibile che ancora oggi ci siano persone, migliaia di persone, che ragionino in questo modo? E' possibile. Perché la nostra civiltà non sta avanzando, ma arretrando.

All'odio impuro si risponde con l'odio puro. 
I misogini e i razzisti non meritano altro. Anzi, dovrebbero ringraziarci: il nostro odio li nobilita, perché meriterebbero il più basso dei disprezzi.
Perché essi, nella loro infinita ignoranza, non hanno ancora compreso questa fondamentale verità: non c'è gerarchia, se non nello spirito.

__________

Women do not have to talk about this. Or about that. Or about this other one.
If they do, I get a stomachache. If they do, they are less fascinating. Less females. They begin to resemble males, all burps and offside. Better that they are doing the sauce or talking about cosmetics, fashion, bags and shoes.

The black child is put in the corner. Look, white children, look how he is ugly. No, it's not racism. It is a social experiment. Today we say that. It is the demonstration of how the impure hatred, derived from the most boorish and infamous ignorance, has permeated our lives. Our interpersonal relationships. Our conceptions.

The involution. Kali yuga. Decadence.
How is it possible that even today there are people, thousands of people, that reason in this way? It's possible. Because our civilization is not advancing, but regressing.

To impure hate is answered with pure hatred.
Misogynists and racists deserve nothing else. On the contrary, they should thank us: our hatred ennobles them, because they deserve the lowest of contempts.
Because they, in their infinite ignorance, have not yet understood this fundamental truth: there is no hierarchy, if not in the spirit.

Grandine e fiamma

Grandina un nuovo inverno
incurante del sole splendente,
il risveglio dal letargo si avvicina
solo se il passato si allontana.
Accetta la legna, omaggio degli dei,
e accendi il fuoco ancestrale.
Difendi, fino alla morte e oltre,
la fiamma che ti arde dentro.

La Negazione

Boschi, foreste, cascate, fiumi, laghi, mari, oceani, montagne, abissi.
Ognuna di queste cose merita di essere vista, assaporata, attraversata, vissuta, sognata.
Nessuna di esse ha confini, dogane, frontiere, limiti diversi da quelli imposti dalla Natura, serva e sovrana del pianeta che abitiamo.
Permettiamo ai nostri figli di passeggiare nei boschi, dormire nelle foreste, baciare sotto le cascate, nuotare nei fiumi e nei laghi, solcare i mari e gli oceani, scalare montagne, esplorare abissi. E se c'è un muro, un filo spinato, un cancello che ce lo impedisce, abbattiamolo.

Non siamo al mondo per costruire. Non in quest'epoca.
Noi siamo al mondo per distruggere. Noi siamo al mondo per negare.
Noi siamo la Distruzione. Noi siamo la Negazione.

__________

Woods, forests, waterfalls, rivers, lakes, seas, oceans, mountains, abysses.
Each of these things deserves to be seen, savored, crossed, lived, dreamed.
None of them has borders, customs, limits other than those imposed by Nature, servant and sovereign of the planet we inhabit.
Let's allow our children to walk in the woods, sleep in the forests, kiss under the waterfalls, swim in the rivers and lakes, sail the seas and oceans, climb mountains, explore abysses. And if there is a wall, a barbed wire, a gate that prevents us, let's take it down.

We are not in the world to build. Not in this era.
We are in the world to destroy. We are in the world to deny.
We are the Destruction. We are the Negation.

Scogli

Confutare certezze. Disarticolare verità. Combattere.
Non scopriremo di essere vivi solo morendo.
Non stringeremo mani troppo pulite.
Non intoneremo canti ad un solo dio.
Non impediremo alla nostra essenza di permeare la nostra esistenza.
La nostra anima - almeno lei! - non accetterà compromessi.
Meglio spezzarsi che piegarsi.
Non saremo bambù nel vento, ma scogli nella tempesta.
Che vengano le onde.
Che ci frustino i venti.

Nessun cedimento. Mai.

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Confute certainties. Disarticulate truth. Fight.
We will not discover that we are alive only by dying.
We will not hold hands that are too clean.
We will not sing songs to one god.
We will not prevent our essence from permeating our existence.
Our soul - at least her! - will not accept compromises.
Better to break than to bend.
We will not be bamboo in the wind, but rocks in the storm.
Let the waves come.
That whips the winds.

No yielding. Never.


Routine

Smarrimento. Disorientamento. Perdita. Incapacità di riconoscere il sentiero. Inutilità dei giorni. Abitudine. Silenzio.
Nell'alternarsi delle albe e dei tramonti, tutto sembra uguale. Tutto si ripete. Nessuna vetta, nessun abisso. Nessuna esaltazione, niente disperazione.
E non è forse questa una ragione per disperarsi?

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Bewilderment. Disorientation. Lost. Inability to recognize the path. Uselessness of the days. Habit. Silence.
In the alternation of sunrises and sunsets, everything seems the same. Everything is repeated. No peak, no abyss. No exaltation, no despair.
And is not this a reason to despair?