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Padrone di nulla, servo di nessuno

Una frusta ha bisogno di due cose: una mano che la brandisca e una schiena da colpire.
La catena ha bisogno di due cose: della mano che la impone e della mano che ne è stretta.
Ogni gerarchia è fondata sulla servitù. Ogni servitù è fondata su un padrone e su un servo. Il padrone comanda, il servo obbedisce. Il rapporto tra padrone e servo è fondamentale per l'esistenza di ogni forma di dominio. L'uno legittima l'altro, l'esistenza dell'uno è garanzia dell'esistenza dell'altro.

Chi romperà questo circolo vizioso? Non certo il padrone, che ha tutto da perdere. Allora toccherà solo al servo, che non ha nulla da perdere, se non le sue catene. 
Quando ogni servo disobbedirà e si ribellerà al suo padrone. 
Quando tutti i servi, uniti in un sol pugno, sconfiggeranno i padroni.
Allora vi sarà l'avvento della Libertà.

“Chi, per rimanere padrone di ciò che possiede, deve contare sulla mancanza di volontà di altri, è una cosa fatta da questi altri, così come il padrone è una cosa fatta dal servo. Se venisse meno la sottomissione, il padrone cesserebbe di essere tale.”

(Max Stirner)

Scala spirituale ascendente

Quando il colombiano Nicolás Gómez Dávila, il cosiddetto "Nietzsche di Bogotà", pubblicò gli Escolios a un texto implícito, correva l'anno 1977. Una trentina d'anni dopo, da quel testo furono estrapolati, tradotti in italiano e pubblicati i Pensieri Antimoderni.
All'interno di quel libro è possibile ritrovare, tra le centinaia di aforismi e spunti, quella che Dávila chiamò Scala spirituale ascendente.
L'autore colombiano declinava la propria gerarchia dello spirito in quattro gradi

  • Avere idee senza essere intelligente.
  • Non avere idee né essere intelligente.
  • Non avere idee ma essere intelligente.
  • Avere idee ed essere intelligente.

Avere idee senza essere intelligente è una condizione che accomuna gli spiriti pecorili fin dalla notte dei tempi. Oggi, con lo sviluppo tecnologico e l'avvento dei social network, questa condizione è assurta a una sorta di legittimazione sociale ed è molto ambita dai politicanti liberaldemocratici e sovranisti, perché uno stolto megafono di idee può portare tanti voti e favorire l'ingresso nelle stanze del Potere. In parole povere, questa è la condizione di chi, non consapevole della propria stupidità, continua a produrre peti mentali a cui dà il nome di idee.

Non avere idee né essere intelligente è una condizione preferibile alla precedente, in quanto la stoltezza almeno non produce idee né le ripete ad libitum. Questa è la condizione di chi, conscio della propria stupidità, si astiene - per volontà o incapacità - dal produrre peti mentali a cui dà il nome di idee.

Non avere idee ma essere intelligente è una condizione particolare, rara, decisamente interessante. Più che una condizione, è una fase dello sviluppo intellettuale e spirituale di un Uomo: quel momento, più o meno lungo, in cui l'intelligenza ha raggiunto uno sviluppo sufficiente allo sviluppo di idee, ma l'esperienza è ancora relativamente scarsa e la creazione viene necessariamente rimandata ad un secondo tempo. Questi uomini sono Potenza allo stato puro, pronti all'Azione e spinti dalla Volontà.

Avere idee ed essere intelligente è la condizione finale dello sviluppo spirituale di un Uomo. In genere, ma non sempre, si raggiunge in un'età sufficientemente avanzata, quando spruzzi d'argento cominciano a comparire sui capelli e sulla barba. Questa è la condizione dell'Uomo compiuto, che da adesso in poi dovrà continuare a innaffiarsi come un fiore per non lasciarsi appassire. Un Uomo che riuscirà ad affrontare la contemporaneità con aristocratico distacco e con consapevole passione.

Gerarchia dello Spirito

Quando nasciamo, siamo tabula rasa. Tutti uguali, tutti con zero esperienze e zero conoscenze. Questo sosteneva Aristotele, poi ripreso da Rousseau e da altri filosofi e scienziati progressisti. 
No, non è vero. La psicologia e l'innatismo dimostrano che abbiamo già un patrimonio di conoscenze diverso gli uni dagli altri, al momento della nascita. Conoscenze pre-esperenziali, con buona pace dei materialisti talebani.
Purtroppo c'è gente, anzi gentaglia, che partendo da questo assunto determina differenze biologiche, psicologiche, etniche tra le persone. Nulla di più sbagliato, di più folle. Se differenze ci sono, esse sono talmente minime che è impossibile determinare una scala di valore. Nasciamo leggermente diversi gli uni dagli altri, ma tutti sul gradino più basso della scala.

Col passare degli anni, però, le cose cambieranno. Qualcuno farà balzi in avanti mentre altri faranno piccoli passi, qualcuno raggiungerà vette mentre altri arriveranno al massimo in collina. 
Da cosa dipende? Dal caso, dalla fortuna? 
Dall'appartenere ad una famiglia ricca o a una povera? 
Dall'avere la pelle bianca o nera? 
O dal prodigo intervento di Madre Natura oppure di qualche divinità benevola?

Niente di tutto ciò. La fortuna non esiste. 
Il mondo è pieno di figli di papà pieni di soldi e poveri di tutto il resto. 
Tra bianchi e neri c'è la stessa differenza che intercorre tra biondi e bruni. 
Madre Natura ha talmente tanti figli che non può preoccuparsi della riuscita di uno solo. 
Sulle divinità... beh, quando qualcuno ci dimostrerà l'esistenza di un dio qualunque, lo prenderemo in considerazione.

Ciò che determina la differenza, quindi, è la Fame: di sapere, di conoscere, di provare, di vivere. Ci saranno sempre persone che divoreranno libri, visiteranno luoghi, metteranno a dura prova il loro corpo e la loro mente, metteranno in discussione loro stessi e le loro idee nel confronto e nello scontro con gli altri. In poche parole, arricchiranno e potenzieranno il loro spirito. 
Di converso, ci saranno sempre persone ignoranti, che ragioneranno con la pancia invece che col cervello, che avranno risposte certe su ogni argomento, che nei confronti dell'altro sapranno prevaricare o leccare il culo. In poche parole, depaupereranno il loro spirito.
"Non c'è gerarchia, se non nello spirito"

Hierarichie

Der Mensch ist fasziniert vom Wolf
weil er sich als Teil des Herde fühlen will,
aber die Herde bricht den Mann ab,
es verwandelt es in eine Zahl.

Das Ego stirbt in der Gemeinschaft,
der Eine stirbt in Vielheit,
der Krieger braucht keine Fahnen,
seine Heimat ist im Wald.

Es gibt keine Hierarchie, wenn nicht im Geiste.

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L'uomo è affascinato dal lupo
perché vuole sentirsi parte del branco,
ma il branco annulla l'uomo
trasformandolo in numero.

L'Io muore nella collettività,
l'Unico muore nella molteplicità,
il Guerriero non ha bisogno di bandiere,
la sua patria è nella foresta.

Non c'è gerarchia, se non nello spirito.