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La Bestia

Non mi scaglierò mai contro chi è invischiato nelle sabbie mobili della droga. Essendo contrario a ogni forma di dipendenza, da quella fisica a quella psichica a quella esistenziale, non posso che compatire chi invece si lascia sopraffare e incatenare.

Perché di questo si tratta: catene, invisibili catene, molto difficili da spezzare. Qualcuno potrà obiettare: ognuno è libero di scegliere come vivere, anche di vivere in catene. E' una obiezione che comprendo, ma che non approvo. 

La libertà della schiavitù non è mai libertà.
La libertà dalla schiavitù, da qualsiasi forma di schiavitù, è l'unica libertà.

Questo discorso vale per tutti: per il più democratico tra i democratici e per il più fascista tra i fascisti. E vale anche in questo caso, quando l'essere spregevole di cui tutti stanno parlando viene colpevolizzato per aver fatto uso di droghe.

No. Quell'essere spregevole merita odio e disprezzo per quello che ha fatto e scritto in questi anni. Per aver creato una macchina infernale di Odio e Disprezzo sociale, chiamata per l'appunto La Bestia. Quell'essere spregevole merita il disgusto che personalmente provo per la sua persona per ciò che ha realizzato, non perché avrebbe fatto uso di sostanze stupefacenti.

Anche Al Capone andò in galera per evasione fiscale, ma il vecchio boss italo-americano meritava odio e disprezzo perché era un lurido mafioso, non perché non pagava le tasse.

Involuzione

Le donne non devono parlare di questo. O di quello. O di quest'altro.
Se lo fanno, mi viene il voltastomaco. Se lo fanno, sono meno affascinanti. Meno femmine. Cominciano ad assomigliare ai maschi, tutto rutti e fuorigioco. Meglio che stiano a fare il sugo o a parlare di cosmetica, di moda, di borse e scarpe.

Il bambino negro viene messo nell'angolo. Guardate, bambini bianchi, guardate quanto è brutto. No, non è razzismo. E' un esperimento sociale. Oggi si dice così. E' la dimostrazione di quanto l'odio impuro, derivato dell'ignoranza più becera e infame, abbia permeato le nostre vite. Le nostre relazioni interpersonali. Le nostre concezioni. 

L'involuzione. Kali yuga. Decadenza.
Come è possibile che ancora oggi ci siano persone, migliaia di persone, che ragionino in questo modo? E' possibile. Perché la nostra civiltà non sta avanzando, ma arretrando.

All'odio impuro si risponde con l'odio puro. 
I misogini e i razzisti non meritano altro. Anzi, dovrebbero ringraziarci: il nostro odio li nobilita, perché meriterebbero il più basso dei disprezzi.
Perché essi, nella loro infinita ignoranza, non hanno ancora compreso questa fondamentale verità: non c'è gerarchia, se non nello spirito.

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Women do not have to talk about this. Or about that. Or about this other one.
If they do, I get a stomachache. If they do, they are less fascinating. Less females. They begin to resemble males, all burps and offside. Better that they are doing the sauce or talking about cosmetics, fashion, bags and shoes.

The black child is put in the corner. Look, white children, look how he is ugly. No, it's not racism. It is a social experiment. Today we say that. It is the demonstration of how the impure hatred, derived from the most boorish and infamous ignorance, has permeated our lives. Our interpersonal relationships. Our conceptions.

The involution. Kali yuga. Decadence.
How is it possible that even today there are people, thousands of people, that reason in this way? It's possible. Because our civilization is not advancing, but regressing.

To impure hate is answered with pure hatred.
Misogynists and racists deserve nothing else. On the contrary, they should thank us: our hatred ennobles them, because they deserve the lowest of contempts.
Because they, in their infinite ignorance, have not yet understood this fundamental truth: there is no hierarchy, if not in the spirit.