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Cambiamento

Se lo stato di cose presente non ti piace, puoi ignorarlo. Strafregartene. Tentare di vivere indipendentemente da ciò che ti circonda o, alla peggio, resisterle con un ghigno. Tirarti fuori dalla mischia, rifugiarti nel bosco, agire senza agire.
Il Disinteresse è un modo di approcciarsi alla realtà e all'esistenza.

Se lo stato di cose presente non ti piace, puoi tentare di correggerlo. Modificarlo. Smussarne gli spigoli, moderarne gli eccessi, stimolarne la vitalità. Puoi provare a inserirti nel corso del fiume e dirigerne il flusso verso altre direzioni.
La Correzione è un modo di approcciarsi alla realtà e all'esistenza.

Se lo stato di cose presente non ti piace, puoi tentare di cambiarlo. Nessuna correzione, nessuna modificazione: un Cambiamento. Reale e radicale. Reale, perché radicale. Altrimenti non sarebbe un Cambiamento. Non si tratta di smussare gli spigoli, ma di distruggerli. Non si tratta di abbellire una parete, ma di abbatterla. Per poi ricostruire. Quando tutto cade in rovina, si salvano solo le fondamenta. E nulla si costruisce senza le fondamenta. Bastano quelle: i muri, le porte, le finestre, i tetti possono essere divelti.
Il Cambiamento non è un modo di approcciarsi alla realtà e all'esistenza, ma è l'unico sistema per crearne una.

"La voluttà di distruggere è nello stesso tempo una voluttà creatrice."
(M. Bakunin, La reazione in Germania)

Senza

Non appartengo che a una comunità: quella dei Senza. Senza numi tutelari, senza padri fondatori, senza bandiera colorate, senza confini inventati, senza segni distintivi, senza etichette. 

Agli occhi dei cittadini, la comunità dei Senza compare e scompare, si popola e si estingue, ciclicamente. Quando l'identità di un secolo va fuori corso, quando la sedicente civiltà attraversa un nuova crisi, ecco comparire i Senza.

In realtà ci sono sempre stati. Direttori d'orchestra o primi violini, la loro Sinfonia è scandita dal ritmo del Nulla. Le orecchie della cosiddetta società civile sono sorde a queste note. 

La loro è la Sinfonia del Crollo. Tutto trema, essi no. Perché conoscono la furia distruttrice del Nulla, ma anche l'infinita Libertà che genera. 

E quel veleno che spaventa la società, quel veleno contro cui il Potere non ha ancora trovato un antidoto, scorre nelle loro vene. 


Il Margine

Si è sempre pensato che si potesse vivere solo in due modi: seguendo la corrente del fiume oppure procedendo controcorrente. In realtà esiste una terza modalità: il margine. Si può vivere ai margini del fiume, sulle rive scoscese e fangose, dove i poeti trovano i versi, gli artisti pennellano i colori, i suicidi salutano il mondo, i vendicatori attendono i cadaveri dei nemici.

La Negazione dell'esistenze trascende la sua Distruzione.
Prima di essere Distruttori, dobbiamo essere Negatori.

E' lì, ai margini della cosiddetta società civile, che si trovano i campi fertili ove seminare e far germogliale ogni Rivolta. Lì, alla periferia dell'Impero, ai bordi delle metropoli capitalistiche. 

Se non riuscite ad essere controcorrente, siate Margine.

"Ogni Società che voi costruirete avrà i suoi margini e sui margini di ogni Società si aggireranno i vagabondi eroici e scapigliati, dai pensieri vergini e selvaggi che solo sanno vivere preparando sempre nuove e formidabili esplosioni ribelli! Io sarò tra quelli!"

(Renzo Novatore)

Essere punto di partenza

Essere significa agire. L'assenza di movimento - fisico o mentale che sia - è assenza di vita. Noi siamo perché agiamo, noi agiamo perché siamo.
Ma la nostra azione è causa o conseguenza? Noi stessi siamo causa o conseguenza della nostra vita?
Siamo noi a deciderlo. Possiamo decidere di seguire il flusso, essere flessibili come canna di bambù al vento, piegarci per non spezzarci, essere "il punto d'arrivo" della nostra Vita: essa ci genera, ci governa, ci domina, infine ci uccide.
Oppure possiamo decidere di fare l'opposto. Essere punto di partenza della nostra Vita. Essere il principio del sentiero, il monte da cui sorge il fiume invece del delta in cui affoga.

"Eh, ma questa è una illusione! La Vita decide per noi!".
Errore. La Vita non decide per noi, ma per se stessa. Se accettiamo il Fato, il Fato deciderà. Se lo combattiamo, se lo neghiamo, il Fato smette di influenzarci. Smette di esistere nella nostra vita, andando ad esistere in quella di un altro.
C'è solo un modo per smascherare questa illusione: non essere creatori, ma distruttori. Se vogliamo essere punto di partenza, dobbiamo distruggere tutti i ponti che ci hanno preceduto e che hanno creato lo status quo.
  
Non c'è creazione che non passi per una distruzione.
Non possiamo creare nulla, se non dalle rovine.

"C'è una bella differenza nel considerarmi il mio punto di partenza o il mio punto di arrivo. Se mi considero in quest'ultimo modo, io non mi possiedo ancora, sono quindi ancora estraneo a me stesso, sono la mia essenza, la mia "vera essenza" e questa "vera essenza" a me estranea è un fantasma dai mille nomi che si prende gioco di me. Siccome io non sono ancora io, il mio io è un altro io (per esempio Dio, l'uomo vero, l'uomo veramente religioso o razionale o libero, ecc.). Ancora lontano da me stesso, io mi divido in due metà, una delle quali, quella non raggiunta e da realizzare, è la vera. L'una, la non vera, deve venir sacrificata: è quella non spirituale; l'altra, la vera, dev'essere l'uomo integrale: è lo spirito. Per questo si afferma: "Lo spirito è la vera essenza dell'uomo" oppure: "L'uomo esiste come uomo solo in spirito". E così ci si butta disperatamente ad acchiappar spiriti, come se in questo modo si potesse prendere se stessi e, andando a caccia di sé, si perde di vista se stessi, quali siamo realmente."
(Max Stirner - L'Unico e la sua proprietà)